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Gianluca Basile

Il 12 agosto di quest’anno, mentre preparavo la tesi di laurea, ho scoperto che RFI, la più grande società del gruppo Ferrovie dello Stato, stava cercando nuovi tecnici da assumere. Ho pensato che, nonostante gli impegni, avrei potuto fare un tentativo. Con forte decisione, ho inviato il mio curriculum vitae, in attesa di una comunicazione. La prima convocazione, a seguito di una preselezione interna, con mio stupore, è arrivata intorno al 20 Settembre. Non potendo rifiutare l’occasione, mi sono recato nella sede di Palermo. Tutti i candidati sono stati sottoposti ad un test di logica composto da quattro macroargomenti da venti domande, per ciascuno dei quali si disponeva di un quarto d’ora; passare il test era necessario per affrontare un successivo colloquio orale di gruppo, che consisteva nella discussione delle possibili scelte da compiere per raggiungere l’obiettivo che il gruppo di psicologici, chiamato a valutarci, ci aveva sottoposto. Dopo essermi speso fino all’ultima goccia per affrontare le prove, superate con successo, sono tornato a casa. Una seconda convocazione per il 5 Ottobre, mi chiamava a sostenere un colloquio sulle conoscenze tecniche e lo spirito motivazionale. Grazie alla preparazione ricevuta durante la carriera universitaria, rispondere correttamente è stato più semplice, ma ho pensato che ciò non fosse bastato ad evitare il classico “Le faremo sapere”. Circa un mese dopo, con grande sorpresa, il 17 Novembre, proprio il giorno prima della mia laurea, una mail della società mi invitava a presentarmi in sede per effettuare delle visite mediche di controllo che preludevano all’assunzione. Finalmente giorno 16 Dicembre sono riuscito a firmare un contratto a tempo indeterminato che promette un roseo futuro. Adesso frequento un corso di formazione preliminare che prelude ad un nuovo capitolo della mia vita professionale, che cercherà di conciliare lavoro e studio.