SOVRANISMO – UNA SPERANZA PER LA DEMOCRAZIA, di Giuseppe Valditara, Prefazione di T. Williams, Posfazione di M. Foa, Book Time, Milano, 2017, pp.151.

Augusto Sinagra

 

Professore Ordinario (f.r.) di Diritto dell’Unione europea, Università “Sapienza”

 

 

 

Con questo Volume il Collega Prof. Giuseppe Valditara offre un contributo di rilevante spessore, del quale si avvertiva la necessità, in un contesto generale in cui molti, troppi, parlano di globalismo e di sovranismo ma con idee spesso confuse.

 

In questo contesto Giuseppe Valditara con questo suo Volume non soltanto spiega cosa sia il globalismo (distinguendolo giustamente e correttamente dalla globalizzazione di fatto che ha riguardo specificamente ai diversi e nuovi mezzi materiali e immateriali di interconnessione dell’economia, dei commerci e delle persone) e il sovranismo, ma definisce l’uno e l’altro nei loro profili e contenuti ideologici.

 

Giuseppe Valditara procede nel suo studio con mano ferma, forte non solo di un rilevante bagaglio culturale, ma anche di una altrettanto rilevante esperienza politica che lo ha visto Senatore della Repubblica per tre legislature.

 

L’importanza di questo studio di Giuseppe Valditara consiste, appunto, nel conseguimento di una esigenza di chiarezza là dove Egli spiega come il globalismo costituisca oggi una consapevole elaborazione ideologica con ben chiare finalità politiche: il superamento dei confini nazionali, l’annullamento delle identità e delle culture dei popoli e la distruzione di ogni forma e modello di costruzione sociale: della famiglia e dello Stato nazionale.

 

Le origini sono lontane risalendo esse al famigerato “piano” CoudenhoveKalergi, ma le finalità permangono le stesse e cioè la cura consapevole degli esclusivi interessi della finanza internazionale, delle elites mondialiste, il profitto di pochi in pregiudizio di masse indistinte ridotte ad uno stato di crescente povertà.

 

L’intuizione di contrastare tale deriva sociale, economica e politica, precede gli stessi aberranti auspici di CoudenhoveKalergi e già è presente nella denuncia che ne fece nel 1919 il Poeta Armato (Gabriele D’Annunzio), poi ripresa, tra gli altri, ma in forma sistematica e organica dal Poeta Pazzo (Ezra Pound) nelle sue denunce contro l’usura internazionale e contro i profittatori responsabili delle guerre più devastanti volute da quelle che una volta venivano chiamate le demo-masso-plutocrazie occidentali.

 

Per contrastare il globalismo, come sollecita Giuseppe Valditara, non bastano più buone intenzioni né bastano le individuali testimonianze di persone intellettualmente oneste.

 

In questo attuale processo di crescente e criminale globalismo che favorisce le migrazioni di massa finalizzate alla distruzione di ogni diritto e conquista sociale attraverso il perseguimento degli scopi di cui ho detto, bisogna avere ben presente, come ammonisce Valditara, che occorre operare una netta scelta di campo “fra mondialismo e identità, fra internazionalismo e nazione, fra cosmopolitismo e sovranità – (e per prima la sovranità monetaria dello Stato, ndr) -, fra immaterialità e territorio, fra utopismo e realismo, tra oligarchia e democrazia, fra nomadismo e casa”.

 

L’Autore constata come manchi la volontà, ma anche la consapevolezza politica dell’urgenza e dell’emergenza, “di sviluppare un grande progetto alternativo al globalismo” che si ponga in netto contrasto ai motivi ispiratori e alle finalità del globalismo voluto e sostenuto da un capitalismo senza umanità e da un monetarismo di rapina direttamente finalizzato alla distruzione dello Stato e allo svuotamento di ogni forma di rappresentanza democratica.

 

Ed a tale riguardo emerge il profondo attaccamento dell’Autore ai principi e alle regole di una vera democrazia che chiarisca la strumentale prospettazione in negativo del cosiddetto populismo che, nelle intenzioni di chi vorrebbe controllare il mondo, non sarebbe democrazia (mentre, al contrario, tale esso è nella misura in cui si rende interprete di irrinunciabili istanze popolari della società), e democrazia sarebbe solo nei casi in cui fosse funzionale agli interessi delle elites globaliste.

 

In sintesi, e concludendo, questo importante studio di Giuseppe Valditara ha il suo merito principale di definire un obiettivo essenziale e di indicarne i modi per perseguirlo, e cioè la difesa di una vera democrazia come la difesa dei legittimi interessi dello Stato come organizzazione politica di un popolo che, secondo le parole di un altro e non meno importante Poeta (Alessandro Manzoni), si sente “uno di arme, di lingua, di altare, di memorie, di sangue, di cuor”.

 

È ben strano che i migliori interpreti politici di ciò che oggi richiede una difesa irrinunciabile, siano stati dei Poeti. E allora, al di là di Giuseppe Valditara giurista e uomo politico, si può e si deve dire che Egli con questa sua analisi in tema di globalismo e sovranismo ben prende posto accanto al Poeta Armato, al Poeta Pazzo e l’Uomo del lago di Como e a tutti quegli altri che – se pur sconosciuti – hanno difeso a viso aperto le ragioni del sovranismo statuale inteso come tale per le più nobili finalità cui esso si rivolge e di cui ora si è detto.

 

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